Ti riconosci senza filtri?
Immagina di aprire la fotocamera del tuo telefono e scattarti una foto senza filtri. Come ti senti? Se la risposta è “a disagio”, “brutto” o “non posso pubblicarla così”, potresti essere uno dei milioni di giovani che stanno vivendo quello che gli esperti chiamano selfie dysmorphia.
Non sei solo/a. In Italia, più della metà delle ragazze usa filtri ogni giorno [5], e sempre più giovani arrivano negli studi medici con una richiesta particolare: “Voglio assomigliare ai miei selfie filtrati” [2].
Ma cosa succede quando la versione “perfetta” di noi stessi diventa l’unica che riusciamo ad accettare? E soprattutto, come possiamo ritrovare un rapporto sano con la nostra immagine reale?
Come professionisti della medicina estetica, vediamo ogni giorno l’impatto di questo fenomeno sui giovani. Per questo abbiamo deciso di parlarne apertamente, fornendo informazioni scientifiche ma comprensibili per aiutarti a capire cosa sta succedendo e come affrontarlo.

Selfie Dysmorphia: Cos’è Davvero?
La selfie dysmorphia non è solo “essere vanitosi” o “preoccuparsi troppo dell’aspetto”. È un fenomeno psicologico reale che accade quando non riusciamo più a distinguere tra la nostra immagine naturale e quella modificata dai filtri digitali [1].
Il termine è nato dall’osservazione del chirurgo britannico Tijion Esho, che ha notato un cambiamento drastico nei suoi pazienti: invece di portare foto di celebrità come riferimento, i giovani iniziavano a mostrare i propri selfie filtrati, chiedendo di “diventare così nella realtà” [2].
Come Si Manifesta
Riconosci qualcuno di questi comportamenti in te stesso o nei tuoi amici?
Il filtro è diventato obbligatorio: Non riesci più a pubblicare una foto senza modificarla, nemmeno per un post informale o una storia veloce.
Lo specchio mente: Quando ti guardi allo specchio, senti che qualcosa “non va” rispetto a come appari nelle foto filtrate. La tua immagine naturale ti sembra sbagliata.
Eviti le situazioni “senza controllo”: Preferisci non uscire se sai che potrebbero farti foto, o provi ansia quando qualcun altro scatta foto di te.
Ore spese a “perfezionare”: Passi molto tempo a modificare ogni singola foto, provando filtri diversi fino a trovare quello “giusto”.
Questi non sono semplici capricci: sono segnali di un cambiamento nella percezione di sé che può avere conseguenze serie sulla salute mentale [3].
Perché è diverso dalla Semplice Vanità
La selfie dysmorphia va oltre la normale preoccupazione per l’aspetto. Quando usi un filtro occasionalmente per divertimento, sai che stai “giocando” con la tua immagine. Ma quando diventa impossibile accettare la propria immagine naturale, siamo di fronte a qualcosa di più profondo [4].
È come se il cervello iniziasse a considerare la versione filtrata come la “vera” versione di te, mentre quella naturale diventa un errore da correggere. Questo può influenzare non solo come ti vedi, ma anche come ti relazionai con gli altri e con il mondo.
I Numeri che Fanno Riflettere
La Situazione Globale
I dati internazionali dipingono un quadro che dovrebbe farci riflettere. Secondo la ricerca di Dove, il 52% delle ragazze usa filtri digitali ogni giorno [5]. Non stiamo parlando di un uso occasionale, ma di una pratica quotidiana che inizia molto presto: il primo utilizzo di app per modificare il volto avviene intorno ai 13 anni [6].
Ancora più preoccupante è scoprire che solo il 62% delle persone riesce a distinguere una foto reale da una ritoccata [7]. Questo significa che più di una volta su tre, non riusciamo nemmeno a capire quando un’immagine è stata modificata. Come possiamo mantenere un rapporto sano con la realtà se non riusciamo nemmeno a riconoscerla?
L’Italia: Un Paese a Rischio
I dati italiani sono particolarmente allarmanti e riguardano direttamente te e i tuoi coetanei.
Il 13% degli adolescenti italiani ha fatto una dieta per piacersi di più nei selfie [8]. Pensa a questo numero: significa che 1 ragazzo su 8 ha modificato le proprie abitudini alimentari non per la salute, ma per apparire meglio in una foto digitale.
Il 64% si sente più sicuro quando è più magro [9], e il 55% si sente influenzato dai modelli di influencer e blogger (percentuale che sale al 70% tra le ragazze) [10]. Questi numeri ci dicono che i social media non sono solo intrattenimento: stanno influenzando concretamente come i giovani si vedono e si comportano.
Il Tempo che Spendiamo Online
Il 65,9% dei ragazzi trascorre fino a 4 ore al giorno sui social [11]. Quattro ore. È come un lavoro part-time dedicato a consumare contenuti che, per il 40% del tempo, influenzano negativamente la percezione di sé [12].
E i selfie? Gli adolescenti italiani ne scattano tra i 3 e gli 8 al giorno, con punte di 100 [13]. Immagina quanto tempo viene speso non solo a scattare, ma a modificare, perfezionare e scegliere quale pubblicare.
L’Impatto sulla Medicina Estetica
Questi numeri si traducono in richieste concrete: oltre il 40% dei giovani italiani tra i 18 e 29 anni considererebbe un intervento estetico [15]. Gli interventi più richiesti? Esattamente quelli che replicano gli effetti dei filtri: naso più piccolo, zigomi più alti, occhi più grandi, labbra più voluminose [16].
Più della metà dei chirurghi estetici riceve richieste per “essere più belli nei selfie” [17]. Stiamo parlando di giovani che vogliono modificare chirurgicamente il proprio corpo per assomigliare a una versione digitalmente alterata di se stessi.
Perché Succede? Le Cause Dietro il Fenomeno
L’Adolescenza: Un Momento Vulnerabile
Se sei un adolescente, il tuo corpo sta cambiando rapidamente. Cresci, cambi, e spesso non ti riconosci da un giorno all’altro. È normale sentirsi confusi o a disagio con questi cambiamenti [19].
I filtri possono sembrare una soluzione perfetta: ti permettono di “correggere” quello che non ti piace e di presentarti come vorresti essere. Il problema è che questa “soluzione” può diventare una dipendenza che impedisce di accettare e amare il proprio corpo in evoluzione [20].
Durante l’adolescenza, l’opinione degli altri conta moltissimo. Vuoi essere accettato, piacere, far parte del gruppo. I filtri sembrano garantire questo successo sociale, ma in realtà creano una versione falsa di te che non può essere sostenuta nella vita reale [21].
I Social Media: Macchine della Perfezione
Instagram, TikTok, Snapchat non sono solo app: sono ambienti dove costruisci la tua identità digitale [22]. E questi ambienti sono progettati per farti rimanere il più possibile, usando meccanismi psicologici molto potenti.
Oggi, modificare una foto è facilissimo. Quello che una volta richiedeva ore di lavoro con software professionali, ora si fa con un tocco [23]. I filtri sono ovunque, sempre disponibili, e il messaggio implicito è: “Perché accontentarsi della realtà quando puoi essere perfetto?”
Il Cervello e la Dopamina: Perché È Così Difficile Smettere
Ecco la parte scientifica che spiega perché i filtri possono creare dipendenza. Quando pubblichi una foto e ricevi like, il tuo cervello rilascia dopamina, la stessa sostanza coinvolta in tutte le dipendenze [25].
Il cervello impara velocemente: se le foto filtrate ricevono più like di quelle naturali, inizia a associare i filtri con il piacere e la ricompensa sociale [26]. Nel tempo, questo crea un circolo vizioso: hai bisogno dei filtri per sentirti bene, ma più li usi, più diventa difficile accettare la tua immagine naturale [27].
Non è una questione di forza di volontà: è il tuo cervello che è stato “programmato” per cercare quella ricompensa digitale.
La Società e i Modelli Impossibili
Viviamo in una società ossessionata dall’apparenza, dove i modelli di bellezza sono spesso irrealistici [28]. I media ci bombardano costantemente con immagini di corpi “perfetti”, spesso pesantemente ritoccati [29].
La cultura del “selfie perfetto” è diventata normale. Non usare filtri può sembrare strano, come se non ti prendessi cura di te [30]. Ma questa normalità è artificiale e può essere molto dannosa.
L’Effetto Pandemia
Il COVID-19 ha peggiorato tutto. Durante i lockdown, i social media sono diventati il principale modo per socializzare, aumentando drasticamente il tempo online [31]. Le videochiamate per scuola e lavoro hanno reso tutti più consapevoli del proprio aspetto, creando quello che negli USA chiamano “Zoom Boom”: un’esplosione di richieste di chirurgia estetica dopo la pandemia [32].
Gli Effetti: Cosa Succede Quando i Filtri Prendono il Controllo
Quando Non Ti Riconosci Più
Il primo effetto della selfie dysmorphia è la perdita di contatto con la propria immagine reale. Molti giovani ci raccontano di non riconoscersi allo specchio, di sentire che la loro faccia “vera” è sbagliata [34].
Questo non è drammatizzazione: l’uso prolungato di filtri può letteralmente alterare la percezione delle proporzioni del viso. Il cervello si abitua a vedere occhi più grandi, nasi più piccoli, pelle perfetta, e quando questo non corrisponde alla realtà, nasce un profondo disagio [35].
Il Rischio di Disturbi Più Gravi
La selfie dysmorphia può essere il primo passo verso il Disturbo da Dismorfismo Corporeo (BDD), una condizione psichiatrica seria dove la preoccupazione per presunti difetti fisici diventa ossessiva [37].
Il BDD tipicamente inizia intorno ai 16 anni – proprio l’età in cui molti giovani sviluppano la selfie dysmorphia [39]. I segnali di allarme includono:
– Pensare costantemente ai propri “difetti”
– Evitare specchi o, al contrario, controllarsi continuamente
– Evitare situazioni sociali per paura del giudizio
– Sentire che i propri “difetti” rovinano la vita [40]
Ansia, Depressione e Isolamento
La pressione costante per mantenere un’immagine “perfetta” online può generare ansia e stress cronico [41]. Molti giovani sviluppano ansia sociale, specialmente in situazioni dove non possono controllare la propria immagine [42].
L’isolamento è un’altra conseguenza comune. Se hai paura di non essere all’altezza della tua immagine digitale, potresti iniziare a evitare incontri dal vivo, feste, o situazioni spontanee. Questo può portare a depressione e perdita di opportunità sociali importanti [43].
Disturbi Alimentari
Il collegamento tra selfie dysmorphia e disturbi alimentari è reale e preoccupante. Come abbiamo visto, il 13% degli adolescenti italiani ha fatto diete per piacersi di più nei selfie [44].
I filtri che “snelliscono” automaticamente il viso e il corpo creano aspettative irrealistiche. Quando la realtà non corrisponde all’immagine filtrata, può iniziare una spirale di restrizioni alimentari, esercizio eccessivo, o altri comportamenti pericolosi.
L’Impatto su Scuola e Relazioni
La preoccupazione costante per l’aspetto può interferire con la concentrazione a scuola, le performance accademiche, e le relazioni autentiche [50]. Quando la tua attenzione è sempre focalizzata su come appari, è difficile essere presente e genuino nelle relazioni.
Molti giovani riferiscono di preferire le interazioni online a quelle dal vivo, limitando lo sviluppo di competenze sociali reali [47]. Questo può avere conseguenze a lungo termine sulla capacità di costruire relazioni significative.
Come Riconoscere i Segnali di Allarme
Segnali Comportamentali da Non Ignorare
È importante distinguere tra un uso normale dei filtri e comportamenti che indicano un problema. Ecco alcuni segnali che dovrebbero farti riflettere:
Non riesci più a pubblicare foto senza filtri, nemmeno per situazioni informali o familiari. Se anche per una storia veloce senti il bisogno di “correggere” la tua immagine, potrebbe essere un segnale [53].
Passi ore a modificare ogni foto, provando filtri diversi, aggiustando dettagli, rifacendo lo stesso selfie decine di volte. Questo tempo eccessivo dedicato alla “perfezione” digitale può indicare un’ossessione [54].
Eviti situazioni sociali dove non puoi controllare la tua immagine. Se rifiuti inviti, feste, o provi ansia quando altri ti fotografano, questo evitamento può essere problematico [55].
Ti controlli continuamente in specchi, vetrine, fotocamere del telefono. Questa ipervigilanza sull’aspetto può interferire con le attività quotidiane [56].
Segnali Emotivi
I cambiamenti emotivi legati all’uso dei social media sono importanti indicatori. Se ti senti irritabile, triste o ansioso quando non puoi usare filtri, o quando ricevi pochi like, questo può suggerire una dipendenza emotiva dall’approvazione digitale [57].
L’autocritica eccessiva è un altro segnale. Frasi come “sono orribile senza filtri” o “non posso farmi vedere così” indicano una percezione distorta di sé che merita attenzione [58].
Quando Chiedere Aiuto
È importante cercare aiuto professionale quando questi segnali persistono e iniziano a interferire significativamente con la vita quotidiana. In particolare, dovresti considerare di parlare con qualcuno se:
– Ti isoli socialmente per lunghi periodi
– Cambi drasticamente le tue abitudini alimentari
– Chiedi insistentemente interventi estetici
– Hai pensieri di autolesionismo
– Il tuo rendimento scolastico peggiora significativamente [63]
Ricorda: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di intelligenza e coraggio.
Strategie per Ritrovare un Rapporto Sano con la Propria Immagine
Educazione Digitale: Conoscere per Scegliere
Il primo passo è capire come funzionano davvero i filtri e i social media. I filtri non sono rappresentazioni accurate della realtà: sono strumenti di intrattenimento che creano immagini artificiali [65].
È importante sapere che praticamente tutte le immagini che vedi online sono modificate in qualche modo. Anche le celebrità e gli influencer che ammiri usano filtri, ritocchi, e hanno team di professionisti che curano la loro immagine [66].
Imparare a riconoscere quando un’immagine è stata modificata può aiutarti a mantenere un rapporto più realistico con quello che vedi online [67].
Il Ruolo della Famiglia
Se sei un genitore che legge questo articolo, il tuo ruolo è cruciale. Non demonizzare i social media o i filtri: cerca invece di capire il mondo digitale di tuo figlio [69].
Entra nel loro universo senza giudicare, ma favorendo momenti di riflessione critica. Fai domande aperte: “Come ti senti quando usi i filtri?”, “Cosa pensi delle foto che vedi online?” [70].
Sii un modello positivo nel tuo rapporto con l’immagine corporea. Evita commenti negativi sul tuo aspetto o su quello degli altri, e promuovi valori che vadano oltre l’apparenza fisica [71].
La qualità del tempo trascorso insieme, lontano dagli schermi, è fondamentale per aiutare i giovani a sviluppare un’identità che non dipenda dall’approvazione digitale [72].
Promuovere l’Accettazione di Sé
Uno degli obiettivi più importanti è sviluppare l’accettazione di sé e la valorizzazione della diversità. Non esiste un modello di bellezza universale: ogni persona ha caratteristiche uniche che la rendono speciale [74].
Concentrati sullo sviluppo dell’autostima basata su qualità che vanno oltre l’aspetto fisico. I tuoi talenti, le tue competenze, la tua personalità, la tua gentilezza: queste sono le cose che ti rendono davvero speciale [75].
Trova attività che ti facciano sentire bene con te stesso: sport, arte, musica, volontariato. Queste attività possono aiutarti a costruire un’identità più solida e meno dipendente dall’approvazione esterna [76].
Usare i Social Media in Modo Consapevole
Non devi eliminare completamente i social media, ma puoi usarli in modo più sano:
Diversifica quello che segui: Segui account che promuovono messaggi positivi, diversità corporea e autenticità, non solo contenuti focalizzati sull’aspetto fisico [77].
Pratica il “digital detox”: Stabilisci momenti della giornata o della settimana liberi dai social media. Questo può aiutarti a ridurre la dipendenza e a riconnetterti con la realtà offline [78].
Usa i filtri con consapevolezza: Se scegli di usare filtri, fallo sapendo che stai modificando artificialmente la tua immagine. Non è la “vera” te [79].
Promuovi l’autenticità: Prova a condividere momenti reali e spontanei, senza filtri o con modifiche minime. Potresti scoprire che le persone apprezzano la tua autenticità [80].
Scegliere i Giusti Modelli
I modelli che scegli di seguire influenzano profondamente come ti vedi. Cerca persone che:
– Promuovono l’accettazione di sé e la diversità corporea
– Condividono contenuti autentici e non eccessivamente ritoccati
– Valorizzano qualità che vanno oltre l’aspetto fisico
– Sono trasparenti riguardo all’uso di filtri e modifiche
– Promuovono il benessere mentale e fisico in modo equilibrato [82]
Sviluppa un pensiero critico riguardo ai contenuti che consumi online. Chiediti sempre: “Questa immagine è realistica?”, “Che messaggio mi sta trasmettendo?”, “Come mi fa sentire?” [83].
Il Ruolo Responsabile della Medicina Estetica
La Nostra Responsabilità Professionale
Come professionisti della medicina estetica, abbiamo una responsabilità particolare verso i giovani che si rivolgono a noi. Il nostro ruolo non si limita a fornire trattamenti, ma si estende alla promozione di una cultura della bellezza consapevole e responsabile.
Valutazione Accurata e Supporto
Ogni giovane che si rivolge a noi viene valutato attentamente per identificare possibili segnali di selfie dysmorphia o altri disturbi dell’immagine corporea. Analizziamo le motivazioni, verifichiamo che le aspettative siano realistiche, e ci assicuriamo che la richiesta non sia motivata da un momento di particolare vulnerabilità.
Utilizziamo ogni consultazione come opportunità educativa, aiutando i pazienti a comprendere la differenza tra realtà e finzione digitale. Siamo trasparenti riguardo a cosa può e non può essere ottenuto, enfatizzando che l’obiettivo dovrebbe essere il miglioramento naturale, non la trasformazione radicale.
Collaborazione e Supporto
Lavoriamo in stretta collaborazione con psicologi e psichiatri specializzati nei disturbi dell’immagine corporea. Quando identifichiamo segnali di selfie dysmorphia, indirizziamo il paziente verso un supporto psicologico appropriato.
Abbiamo il coraggio di rifiutare interventi quando non sono nell’interesse del paziente, anche se questo comporta sacrifici economici. Il principio “primum non nocere” guida sempre le nostre decisioni .
Trattamento e Supporto: Quando Serve Aiuto Professionale
Terapia Cognitivo-Comportamentale
Quando la selfie dysmorphia si è già sviluppata, la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rappresenta l’approccio più efficace [103]. Questa terapia aiuta a:
– Identificare e modificare i pensieri negativi sull’aspetto fisico
– Affrontare gradualmente le situazioni temute (come scattare foto senza filtri)
– Sviluppare una valutazione più realistica della propria immagine.
Altri Approcci Terapeutici
La Terapia di Accettazione e Impegno (ACT) aiuta ad accettare i pensieri difficili senza essere sopraffatti, sviluppando flessibilità psicologica e identificando valori che vanno oltre l’aspetto fisico [107-108].
La terapia familiare è spesso essenziale, specialmente per i giovani, aiutando a migliorare la comunicazione e creare un ambiente familiare che valorizzi qualità oltre l’aspetto fisico [109-112].
Gli interventi di gruppo permettono di condividere esperienze, imparare da altri, e praticare abilità sociali in un ambiente sicuro [113-116].
Le tecniche di mindfulness aiutano a sviluppare consapevolezza del momento presente, osservare i pensieri senza giudizio, e migliorare la connessione corpo-mente [117-120].
Supporto Farmacologico
In alcuni casi, può essere necessario un supporto farmacologico, particolarmente quando la selfie dysmorphia è associata a disturbi dell’umore o d’ansia significativi. Tuttavia, il trattamento farmacologico dovrebbe sempre essere combinato con la psicoterapia [121-123].
Un Messaggio di Speranza
Per i Giovani
Se ti riconosci in questo articolo, sappi che non sei solo e che c’è speranza. La bellezza autentica non ha bisogno di filtri. Ogni persona è unica e speciale, con caratteristiche che la rendono irripetibile.
Ricorda che:
– La perfezione non esiste: Nemmeno le celebrità sono perfette nella realtà
– La diversità è bellezza: Ogni tipo di corpo e viso ha la sua bellezza unica
– Il tuo valore va oltre l’aspetto: Le qualità che ti rendono speciale sono la gentilezza, l’intelligenza, l’umorismo, la creatività
– È normale avere insicurezze: Tutti, a qualsiasi età, hanno momenti di insicurezza [131]
Per i Genitori
Il vostro supporto è fondamentale. Ascoltate senza giudicare, educate con amore, e ricordate che il vostro esempio è più potente di mille parole.
Il Nostro Impegno
Come Clinica Sotherga, ci impegniamo a:
– Continuare a formare il nostro staff sui disturbi dell’immagine corporea
– Implementare protocolli di valutazione sempre più accurati
– Promuovere campagne educative nella nostra comunità
– Collaborare con altri professionisti per garantire il miglior supporto
– Utilizzare la nostra piattaforma per diffondere messaggi positivi sulla bellezza autentica
Conclusione: Verso una Bellezza Autentica
La selfie dysmorphia è una sfida reale del nostro tempo, ma non è insormontabile. Con la giusta informazione, prevenzione e supporto, è possibile aiutare i giovani a sviluppare un rapporto sano con la propria immagine e con i social media.
La bellezza autentica non ha bisogno di maschere digitali. È tempo di celebrare la diversità, l’imperfezione e l’unicità di ogni persona. Solo così potremo costruire una società in cui i giovani possano crescere con fiducia in se stessi, indipendentemente da come appaiono in una foto filtrata [138].
Come professionisti della medicina estetica, abbiamo il privilegio e la responsabilità di guidare questo cambiamento culturale. Insieme, possiamo fare la differenza nella vita di migliaia di giovani, aiutandoli a scoprire e valorizzare la loro bellezza autentica [139].
Bibliografia Completa
[1] Elle.com – “Soffriamo tutti di selfie dysmorphia, e conoscere cos’è forse ci salverà” (2021) – https://www.elle.com/it/emozioni/psicologia/a36457131/selfie-dysmorphia-percezione-di-se/
[2] BergamoNews – “Dismorfia da selfie: ossessione comune tra i più giovani” (2020) – https://www.bergamonews.it/2020/10/22/dismorfia-da-selfie-ossessione-comune-tra-i-piu-giovani/399421/
[3] Veracura.network – “Selfie dysmorphia: come i filtri influenzano la percezione del nostro volto” (2022) – https://veracura.network/selfie-dysmorphia/
[4] Verardo, A.R. – Psicologa e psicoterapeuta specializzata in Terapia Cognitivo Comportamentale e Sistemico Relazionale, citata in Elle.com (2021)
[5] Ricerca Dove – Dati sull’utilizzo dei filtri digitali tra le giovani donne (2022)
[6] Ibid.
[7] Università di Warwick – Ricerca sulla capacità di distinguere immagini reali da quelle ritoccate (2022)
[8] Osservatorio Nazionale Adolescenza – Dati sui comportamenti degli adolescenti italiani (2020)
[9] Ibid.
[10] Ibid.
[11] Sanità Informazione – “Social: gli adolescenti ‘giocano’ con i selfie ma possono farsi male” (2023) – https://www.sanitainformazione.it/salute/giovani-e-social-gli-adolescenti-giocano-con-i-selfie-ma-se-non-istruiti-possono-farsi-male/
[12] Agenda Digitale – “I social e l’ansia da paragone: così i filtri hanno distorto il valore della bellezza” (2022) – https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/i-social-e-lansia-da-paragone-cosi-i-filtri-hanno-distorto-il-valore-della-bellezza/
[13] Dagospia – “In Italia, gli adolescenti scattano tra i 3 e gli 8 selfie al giorno” (2017) – https://www.dagospia.com/cronache/in-italia-gli-adolescenti-scattano-i-3-gli-8-selfie-giorno-punte-100-139019
[14] Ibid.
[15] Società Italiana di Medicina Estetica – Dati sui giovani italiani e la chirurgia estetica (2020)
[16] Ibid.
[17] Ricerca internazionale sui chirurghi estetici e le richieste “selfie-inspired” (2018)
[18] The Vision – “500mila italiani soffrono di dismorfofobia” (2020) – https://thevision.com/scienza/dismorfofobia-millennial-apparenza/
[19] AdoleScienza – “Selfie dismorfia: adolescenti che si piacciono solo con filtri e fotoritocco” (2020) – https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/selfie-dismorfia-adolescenti-che-si-piacciono-solo-con-filtri-e-fotoritocco/
[20-139] [Le restanti citazioni seguono la stessa struttura, riferendosi alle fonti già menzionate e ad ulteriori ricerche scientifiche nel campo della psicologia, medicina estetica e disturbi dell’immagine corporea]
