#TanTok, spray al Melanotan II e UV index, sui social e tra i giovani spopola l’abbronzatura selvaggia senza protezione. Vi spieghiamo perché è una pessima idea
Dagli spray nasali con Melanotan 2 alla ricerca dell’UV index perfetto per abbronzarsi di più: perché, soprattutto la Gen Z, sta spingendo il pericoloso trend dell’abbronzatura non protetta?
La generazione Z è cresciuta spalmata di creme solari, indossando parasole e cappelli e all’ombra di tende da sole UPF 50 per passeggini. I loro genitori, un mix di millennial e Gen X, sono stati bambini in un’epoca in cui l’olio solare e la lozione abbronzante con SPF2 erano la norma in spiaggia, e hanno imparato a loro spese che l’esposizione senza protezione ha delle conseguenze: rughe, macchie e cancro alla pelle.
Ma ora, la generazione che si è formata con la protezione solare sta ribaltando il copione. Non evita le ore di picco dei raggi UV, ma le insegue anche a costo di scottarsi la pelle. Nonostante le recenti pubblicazioni dell’American Academy of Dermatology confermino che cinque o più scottature solari con vesciche tra i 15 e i 20 anni aumenti il rischio di melanoma dell’80% e il rischio di cancro della pelle non melanoma del 68%, i post sui social media glorificano le celebrità abbronzate e le creme abbronzanti con basso SPF (o nullo) sono di tendenza.
Una nuova ricerca pubblicata dall’American Academy of Dermatology (AAD), conferma questa preoccupante tendenza: il 67% degli americani dichiara di avere la pelle abbronzata o più scura nel 2024, con un aumento rispetto al 25% del 2020. Nello stesso periodo di tempo si è registrato anche un aumento del 10% delle scottature solari, con il 35% degli americani che si è arrossato (e il 10% che ha subito ustioni con vesciche), tra cui quasi il 50% della Gen Z.
E nonostante il 96% degli intervistati sostenga che la protezione solare è importante, solo il 56% la usa regolarmente. La generazione Z, in particolare, cade nella disinformazione sulla cura della pelle. Il divario tra conoscenza e comportamento pratico è dunque ampio e rischioso.
Come si è arrivati a questo punto dopo anni di campagne di sensibilizzazione sul tema? I dermatologi puntano il dito verso i social media. C’è un angolo – neanche troppo nascosto – di TikTok che TanTok, che raccoglie video su come abbranzarsi velocemente e non solo, dove la pelle abbronzata viene celebrata e l’SPF è facoltativo. I contenuti con le migliori pratiche di abbronzatura, compresi gli indici UV ideali per scurirsi di più, ottengono centinaia di migliaia di like e condivisioni.
In questo video, ad esempio, un’influencer (12,4 milioni di follower) testa un acceleratore di abbronzatura al carotene senza filtri UV. «Funziona, assolutamente. Senti la pelle bruciare. Mi piace e lo utilizzerò ancora». E tra i commenti si legge «Finalmente qualcuno che ci mostra come si usa. Lo metto nella mia wishlist» e «L’olio funziona anche meglio». Il video ha già ottenuto oltre 150.000 like e 3.7 milioni di visualizzazioni.
«A mio avviso la cultura della corretta esposizione solare non è abbastanza diffusa. I giovanissimi sono assolutamente indisciplinati, cercano l’abbronzatura selvaggia e rapida e sono disposti ad ustionarsi per ottenerla. C’è una sottovalutazione delle malattie in genere. Il cancro della pelle viene visto come una evenienza da adulti e i ragazzi si sentono al riparo dai rischi e autorizzati a provare di tutto indipendentemente dai rischi. Se poi i modelli social diffondono messaggi come “belli e abbronzati” allora si fa presto a fare bingo. Purtroppo la considerazione dell’abbronzatura a tutti i costi la verifico anche personalmente: non interessano i rischi o le possibili conseguenze, pur di essere abbronzati a tutti i costi molti sono disposti a tutto», commenta il dottor Carlo Borriello, chirurgo maxillo-facciale.
Spray nasali al Melanotan 2: dannosi, rischiosi e pericolosi
Come se non bastassero prodotti senza o con basso SPF, oli, consigli su come esporsi quando l’indice UV è più forte ecc. – manca solo la teoria della birra -, sono spuntati mirabolanti spray nasali che promettono un’abbronzatura intensa e rapida.
Questi spray agiscono rilasciando una sostanza chimica nota come Melanotan II, o peptide melanotanico, una variante sintetica di un ormone peptidico naturale, l’alfa-melanocita o MSH che è responsabile della melanogenesi, responsabile della pigmentazione della pelle. Si tratta di un ingrediente vietato nel Regno Unito, ma poiché è contenuto in prodotti, gli spray, inclusi nella categoria dei cosmetici, non sono regolamentati in modo così rigido e la loro popolarità è aumentata. Secondo il Melanoma Fund, questo metodo crea sì un’abbronzatura, ma «può anche favorire cambiamenti anomali nelle cellule della pelle in risposta all’esposizione ai raggi UV». E sono proprio questi cambiamenti che possono potenzialmente portare al melanoma.
Tra coloro che sono caduti nella trappola di questi spray – che possono provocare nausea, vomito e pressione alta – anche Jen Atkin, ex Miss Gran Bretagna, che ha dichiarato di aver riportato cicatrici permanenti dopo aver utilizzato uno spray abbronzante nasale acquistato su Instagram.
«Sono stata ingenua e ho provato il nasal spray per abbronzarmi», ha rivelato la reginetta di bellezza di Grimsby durante una puntata di This Morning. «L’ho usato due volte. La prima volta mi ha fatto sentire male e mi ha dato le vertigini. Il mio viso era rosso, mi prudeva, era davvero orribile. Il giorno dopo ho provato di nuovo, ma è stato ancora peggio».
«Nel 2011 ci fu una prima interrogazione parlamentare europea sull’uso crescente del Melatonan II che è un prodotto che mima la produzione di un ormone che stimola la produzione di melanina. Il Melanotan II non è però mai stato approvato anche perché ci sono diversi studi che sostengono la sua pericolosità. Ciononostante tale molecola si trova e si può comprare nel mercato nero ed esula dunque da qualunque controllo. Quando questo diventa anche un trend di TikTok è ancora più pericoloso perché ha ascendente su una fetta di popolazione composta da ragazzi e ragazzini che ne sanno poco in materia, e che tendono a fare gruppo e a farsi influenzare», commenta il Dottor Marco Bartolucci, Medico Chirurgo e fondatore di Sotherga.
«Inoltre, viviamo in un’era tra Chat Gpt e motori di ricerca 3.0 in cui è facile reperire degli articoli scientifici che da un lato riportano l’efficacia della sostanza, ma anche i suoi rischi che spesso però vengono sottostimati perché non si è in grado di valutarli realmente. Quindi, è anche molto importante che i medici si informino o vengano informati circa questi trend e, anche se non rientrano nel loro campo di specializzazione, possano comunque sensibilizzare i propri pazienti sul tema», conclude il dottor Bartolucci.
L’abbronzatura selvaggia è pericolosa
I numeri parlano chiaro: il melanoma – un tipo di cancro della pelle causato principalmente dall’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV) senza protezione solare, rappresenta una delle neoplasie cutanee più aggressive, con un’incidenza in costante aumento. E a essere sotto accusa non sono solo i raggi del sole, ma anche quelli delle lampade abbronzanti.
Secondo i dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) l’incidenza del melanoma nel nostro Paese è raddoppiata negli ultimi dieci anni e nel 2023 sono stati diagnosticati circa 12.700 nuovi casi di cui 7.000 negli uomini e 5.700 nelle donne.
Oltre alle forme tumorali – melanoma in primis, ma anche carcinomi basocellulari, che hanno origine nello strato più profondo dell’epidermide, e carcinomi spinocellulari, che possono essere anche particolarmente aggressivi – i danni da luce solare causano il 90% delle rughe, cambiamenti di pigmentazione e altri segni di invecchiamento.
Del resto, la pelle è il più esteso organo di difesa immunitaria del corpo umano e la luce solare può modificare il modo in cui funziona. Quando la pelle è danneggiata, le nostre difese sono indebolite.
Nonostante queste evidenze, ormai note ai più e la cui rilevanza è sottolineata anche attraverso campagne specifiche di enti come Fondazione Veronesi e aziende impegnate a fare corretta informazione in materia – Heliocare porta avanti, ad esempio, l’iniziativa dermatologica Cerca il tuo neo che ha come obiettivo proprio quello di offrire visite di controllo dei nei gratuite per sensibilizzare sui rischi di una mancata prevenzione e di una scorretta esposizione al sole – il trend dell’abbronzatura selvaggia sembra essere prepotentemente tornato sulla cresta dell’onda, soprattutto tra gli appartenenti alla Gen Z.
